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Xinjiang: La Grande Frontiera della Via della Seta e le Oasi dell'Asia Centrale
Se c’è un luogo in Cina capace di ribaltare completamente ogni preconcetto sulla geografia e sulla cultura di questo Paese, quello è lo Xinjiang. Ho visitato questa immensa Regione Autonoma della Cina nord-occidentale più volte negli oltre vent'anni trascorsi in Cina, e ogni volta la sensazione è quella di varcare una soglia invisibile che collega l'Asia orientale all'Asia Centrale. Il nome stesso, che significa "Nuova Frontiera", evoca spazi sconfinati, catene montuose maestose come i monti Tianshan e gli Altai, deserti leggendari e oasi rigogliose lungo la rotta storica della Via della Seta.
La porta d'ingresso ideale per comprendere l'anima dello Xinjiang è Kashgar (Kashi), una delle città oasi più affascinanti dell'intera Asia. Passeggiare nella Città Vecchia di Kashgar significa immergersi in un labirinto di vicoli affiancati da case in mattoni crudi, porte intagliate nel legno e laboratori artigianali dove si lavorano il rame, l'ottone e la seta Atlas. Il venerdì e la domenica, il famoso Mercato di Kashgar e il mercato del bestiame all'aperto richiamano mercanti, allevatori e viaggiatori da tutta la regione, offrendo uno spaccato di vita quotidiana che è rimasto incredibilmente fedele alle dinamiche dei secoli passati. La maestosa Moschea Id Kah, al centro della città, domina la piazza principale ed è il simbolo dell'eredità uigura.
Da Kashgar parte uno dei tragitti stradali più spettacolari del mondo: la Karakoram Highway, la rotta ad alta quota che collega la Cina al Pakistan. Risalendo gli altopiani del Pamir, ci si imbatte nel Lago Karakul, un bacino alpino le cui acque cangianti riflettono le vette perennemente innevate del monte Muztagh Ata (7.546 metri) e del Kongur Tagh. Qui il paesaggio si fa rarefatto e mistico, punteggiato dalle tende tradizionali (i giurti) dei nomadi kirghisi e tagiki che alpeggiano le loro greggi su praterie sconfinate.
Spostandosi verso nord, lo Xinjiang rivela un volto completamente diverso con la regione dell'Altai e il Lago Kanas. Questo specchio d'acqua incastonato tra foreste di larici e betulle vicinissimo al confine con Russia, Mongolia e Kazakistan sembra uscito da una fiaba scandinava o alpina. In autunno, le chiome degli alberi si tingono di oro zecchino e rosso fuoco, creando un contrasto netto con le acque turchesi del lago. L'area è abitata dall'etnia Tuva, un sottogruppo mongolo che conserva abitazioni tradizionali in legno e uno stile di vita legato ai ritmi della foresta e della pastorizia.

Nella depressione di Turpan, al contrario, ci si ritrova in uno dei punti più profondi e caldi della Terra. Circondata dalle rosso fuoco Montagne della Fiamma (Huoyan Shan), Turpan è famosa per il suo ingegnoso sistema di irrigazione sotterraneo vieux dei Karez, che convoglia l'acqua di fusione dei ghiacciai Tianshan per alimentare rigogliosi vigneti nel mezzo del deserto. Nelle vicinanze giacciono le rovine archeologiche delle antiche città di Jiaohe e Gaochang, testimonianze silenziose delle guarnigioni cinesi e dei regni oasi che controllavano il commercio della Via della Seta oltre millecinquecento anni fa.
La gastronomia dello Xinjiang è un capitolo a sé stante che conquista immediatamente qualsiasi viaggiatore. Dimenticate le bacchette per un momento e preparatevi a sapori ricchi di spezie: gli spiedini di agnello grigliati sul carbone con cumino e peperoncino (Chuan'r), il riso pilaf riccamente condito con carne, carote e uvetta (Polo), il pane tradizionale Naan cotto nei forni di terracotta e il celebre Dapanji ("Pollo nel piatto grande"), uno stufato speziato servito con tagliatelle larghe fatte a mano (La Tiao Zi).

Da residente in Cina vi do qualche consiglio pratico essenziale per affrontare uno viaggio nello Xinjiang. Le distanze sono enormi e gli spostamenti richiedono tempo: utilizzate i voli interni o i treni ad alta velocità per collegare la capitale Urumqi a Kashgar, Yining o Altay. Ricordate che per alcune zone di confine (come la Karakoram Highway verso Tashkurgan) sono necessari permessi di viaggio specifici per cittadini stranieri, facilmente organizzabili tramite agenzie locali. Il periodo migliore per visitare la regione va da maggio a ottobre, con settembre che rappresenta il mese d'oro per la maturazione della frutta a Turpan e i colori autunnali a Kanas.
